Attore italiano? Si. Corso di dizione? No. Qualcosa tipo il Metodo Stanislavskij? No, no, davvero. E allora cosa cazzo vuoi da noi? E ma son stato al grande fratello. E… si, beh sono anche un gran figo. De Roma pure.
Ah ok. Preso.
Provini. Ecco perchè poi in 15 secondi ti tocca cercare di capire un incipit composto da 900 parole, 70 incisi e chissà cos’altro. Ci avete fatto caso vero? Tutti i dialoghi DEVONO avere una drammaticità estrema, esasperata, incontrollata. Aggiungete la super velocità del recitato di cui sopra, un pizzico di dialettismo e qualche parolaccia e avete fatto un qualsiasi attore pagato italiano.
E pensare che quando ci si mette a doppiare siamo dei fenomeni. Davvero. E pure nel porno non scherziamo.
Se non siete mai riusciti a finire Zork I, l’avventura testuale di 20 (e più) anni fa, vi basterà ascoltare con attenzione questo brano, al più seguendo le lyrics pubblicate qui: http://5090.fawm.org/songs/4255/
L’idea è nata a questi due tipi per il 50/90 songwriting challenge, in cui i partecipanti sono invitati a scrivere e pubblicare 50 pezzi in 90 giorni. Geniale.
Da domenica rischiano di diventare i miei nuovi eroi però. Prendete la Ventura, quella che “non fa più x-factor ma mi piaceva di più quando c’era”, quella di Bettarini e Dolce & Gabbana e bla bla bla, quella insomma che, come già narratovi su queste pagine tempo fa, non conosce una mazza in materia di rock ma chissà per chè chissà per come, è spesso chiamata a discuterne (mentre gente come Gegè Telesforo non son durati il tempo di accorgersi di quanto bravo dovevi essere, per andare in tv, anche solo una decina di anni fa o poco più…). Prendete i Muse che con la precisa intenzione di burlare il bravo presentatore di turno, si scambiano i ruoli sul palco con conseguente convinzione, a fine performance, che l’intervista sia fatta al frontman di turno, mentre il cosiddetto batterista è importante citarlo perchè ha una casa in Italia ma non bella come quella di Clooney (e qui il trash impera impetuoso…), e non perchè in realtà si chiami Matthew Bellamy e sia il cantante e voce portante della band…
Ovviamente, c’è l’occhio che non perdona di YouTube ad avere fissato il tutto a imperitura memoria
A parte che la nuova dashboard wordpress proprio non mi piace e hanno tolto l’unico widget, tasto, icona, chiamatelo come volete, che avesse una certa utilità e importanza: il tasto next. L’altro ieri è uscito Rock Band Beatles e oggi sono l’uomo più indeciso dell’universo: l’amore per la band di Liverpool è immenso, totale, ma se penso a come potrebbe essere il gioco, temo sia davvero TROPPO semplice per me. Meglio Guitar Hero 5? I Clutch e i Soulsavers girano insistentemente sia sul winamp che sullo stereo di casa; sui primi nonostante la deriva sia un hard rock non stracolmo ma denso di clichè, è comunque un fottuto disco da godersi in toto, sui secondi basta la sola presenza di Mark Laneghan e Mike Patton a renderlo pura poesia, ascolto meditativo. Se dimenticate di fare scorta di caffè, è il momento di ricordarsi del bar sotto casa per far colazione e di rivalutare la zona in cui vivete, nonostante ieri sera tornando a casa abbia incontrato nell’ordine -tamarri che si rollano una canna, -tamarri più grandi che tirano pallonate in mezzo alla strada, -stranieri che dormono per terra (davanti alla questura, credo che fossero lì per accapparrarsi le prime posizioni il giorno dopo per i permessi di soggiorno, o qualcosa del genere…), -qualcuno ubriaco che manifesta chissà cosa a voce alta dal balcone della casa che fa angolo.
I più fastidiosi sono i primi; non c’è dignità in quelle teste di cazzo, le ho osservate bene. E non reggono l’alcool come si conviene.
I colleghi di lavoro si dividono sostanzialmente in due categorie: quelli che una volta terminate le faccende di toilette si lavano le mani e quelli che non. A meno che non siate degli inguaribili feticisti delle sostanze secrete del corpo umano (che, diciamolo, sti feticisti hanno rotto i coglioni. Sempre lì a dar la colpa alla mamma per le loro normalissime e innocue depravazioni…), prestate cura nel non accettare torte di compleanno fatte da coloro che, compiendo gli anni, impastano torte e appartengono alla prima categoria.