Neonfuck

il polo simile

Reietto

BlogCatalog mi ha appena gentilmente informato che per non si sa bene quali ragioni il mio blog non ha passato il vaglio sui contenuti. La mail recita un asettico “upon reviewing your blog we are unable to grant it access to the directory”. Il mio blog in sostanza non può essere directorizzato presso il loro servizio.

L’elenco delle cause di questo spiacevole inconveniente sono tra le più varie ma l’ipotesi più accreditata a mio avviso potrebbe essere questa: “Your blog contains pornographic material.”

Solo perchè ho osato parlare di Cynthia Plaster Caster…

Fanculo i blog aggregators

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Fred Astaire e il vecchio che avanza

Tra Sly che torna più ramboloso (e gonfio) che mai, il 30imo anniversario di Pac-Man, un remake potenzialmente gajardo dell celebre “bambino karatè” e addirittura un film su Thor, ho maturato l’idea che su tutto ciò che di tanto abbiamo disprezzato, criticato e insopportato degli anni 80, qualcosina ce la porteremo sempre e comunque dentro.

Di sicuro, i videogiocatori che professavano in quel tempo erano decisamente meglio preparati e molto più esigenti. Rispetto al mercato milionario odierno era davvero ben poca cosa, ma i casual non esistevano, gli stormi di giovani ragazzini al gamestop in preda a catarsi pokemoniane neppure, e nostra madre non si sarebbe mai abbassata a comprare un dannatissimo wii fit.

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It’s a long way to the top (parte 2)

Fottute statistiche di trueachievements.com… emergo il report in ordine di TA Ratio discendente e chi ti trovo come primo della lista? Quel sulle-prime-sembrava-un-bel-gioco-poi-invece-è-l-ennesima-ciulata di nome Poker Smash. L’obiettivo? eseguire una catena di combo 24x. Per chi ci ha giocato sa che è una mission impossible quasi dichiarata (su 3965 possessori del gioco solo in 15 l’hanno sbloccato) e che sopratuttto obbligherebbe il giocatore (in questo caso, me) a passare ore e ore nel tentativo di ottenerla. Brutta storia, fanculo gli obiettivi time-consuming, finirà nel calderone degli “achievements da scordarsi”.  Al secondo posto nella lista ce n’è uno interessante: le 100 vittorie in modalità Survival di Dead Or Alive 4. Questo mi intriga, se riesco a ritrovare la forma di un tempo potrei anche farcela, ovviamente usando il sosia di Bruce Lee (Jann Lee) e le meraviglie del jet kun do.

gli obiettivi più difficili

sudare per vincere, altro che Guido Angeli

Tranquilli, non vi voglio fare lo spiegone per ognuno dei miei hard-top five achievements; solo fate caso a quell’altra merda di gioco chiamato Zuma. L’obiettivo “Campione del Punteggio” si ottiene totalizzando 2.000.000 di punti a fine partita…  ratio di 10.60.

Come funziona il sistema di “Ratio” che propongono i simpatici amici di trueachievements? Cominciamo col dire che è un indicatore statistico.  Non può essere accurato al 100% anche in considerazione delle capacità soggettive, ma rappresenta un metro piuttosto valido per sapere tra gli obiettivi quali sono quelli più o meno ostici. Tale indicatore è influenzato da diversi parametri, che vanno dal numero totale dei possessori del gioco al numero totale dei detentori dell’obiettivo.

Il problema vero è che Zuma NON E’ STATO CONCEPITO PER ESSERE GIOCATO COL JOYPAD, cazzo! Il porting è stato fatto coi piedi, hanno adattato le meccaniche di gioco prendendole paro paro da quelle PC non spendendo minimamente alcun tempo nel tentativo di formare un sistema DECENTE adatto ai controller per console. Il risultato è quello peggiore che si possa immaginare: uno splendido passatempo per PC si è trasformato in un pessimo sottoprodotto per consoles.

E anche in questo caso, l’achievement non arriverà mai…temo…

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Setta i controlli per il cuore del sole

Si perchè un giorno potrebbe tornarti davvero utile sapere come manovrarlo. Non ti dirò sull’invasione aliena, no. Non ti dirò su qualche stupida storia escatologica, no. Non so nemmeno se serva ascoltarli, Roger Waters e gli altri. Ma che ne dici di una full immersion hi-tech protofilosofica?

Che tra l’altro non so nemmeno cosa significhi.

Il salto di qualità. Lo diceva Icaro già qualche secolo fa, si, ha commesso qualche erroruccio di valutazione ma in fondo, chi non ne fa?

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Piccola apologia sui brutti giochi

Sono stato un po’ troppo brutale con Two Worlds, lo ammetto. Intendiamoci, questo non lo salva dalla definizione di “brutto gioco”, poichè inevitabilmente e inesorabilmente TW è un brutto gioco; legnoso e approssimativo nelle meccaniche, noiosissimo nella parte narrativa, vetusto e con qualche serio problema di programmazione sotto l’aspetto grafico (freeze frequenti, badclipping, compenetrazioni poligonali e mille altri difetti).

Sebbene però più in generale mi scopra brutalmente accanito contro tutti i giochi “brutti”  sto, per ragioni a me ignote, stranamente maturando un crescente bisogno di difendere tale bruttezza, quasi in un impeto di preservazione della stessa, di difesa del reietto. Come se dovessi salvare la faccia all’amico fragilino vittima del bulletto di turno.

Prendiamo ad esempio quell’osceno pantomimico… gioco? chiamato Dead or Alive Xtreme 2 per Xbox 360 o la sua versione aggiornata (ma non riveduta e corretta, anzi) per PSP Dead or Alive Paradise. Veri e propri insulti al level design, dove l’esperienza ludica si risolve in drammatici tentativi di soddisfare il proprio lato voyeuristico relegando al “vedere gnocche da paura in costume” tutta la soddisfazione di gioco. Eppure nelle sessioni pallavolistiche il semplice attacco-difesa per qualche strano motivo sembra far tornare i conti, nonostante tutto, ci si diverte. In quel frangente, ripetitivo e seccante, c’è sostanza per motivare una vincita, per giustificare una sessione di gioco. Lo scopo è puro clichè: se vinco posso vedere un maggior numero di donne nude. Lontano dal considerare il giocatore così banalmente primitivo, mi rendo conto però che nel caso di questi giochi Tecmo la leva è tendenzialmente quella del recupero delle nostre voluttà più basse, nel solleticare una perversione, nel vedere e non toccare. Il concetto, oltre ad avere una giapponesità innata, è anche frutto della sostanziale mancanza di videogiochi pornografici sul mercato mainstream-console che inconsciamente spinge il videogiocatore ad accontentarsi di molto poco. D’altronde la schiera di videogames che consentono una gestione libera e smaccatamente ambigua dei “costumi” spazia anche in titoli in cui non è necessaria ai fini del gameplay (Bayonetta, Fist of the North Star, praticamente tutti i picchiaduro à la Street Fighter, e tanti altri).

Come si fa a parlare di bruttezza guardando questa immagine?

Tornando a Two Worlds, giocandolo ho capito una cosa che mi era sfuggita a prima vista e che mi chiedo se sia un aspetto comunque da tener conto nell’analisi qualitativa di un titolo: l’emotività del programmatore. 3D Dot Game Heroes è forse il caso più commovente: un vero e proprio tributo non solo di genere (il vecchio modo di giocare gli RPG) ma anche più specifico a un titolo che ha fatto storia e scuola, e cioè Zelda. In Two Worlds c’è lo stesso attegiamento reverenziale, lo stesso desiderio di omaggio, nei confronti di un altro caposaldo del videogioco moderno che è la serie degli Elder Scrolls, in particolare di Oblivion. In questo senso il gioco acquista un’atmosfera diversa, più tenera, più infantile, si percepisce la voglia di fare meglio rispetto ad un indiscusso capolavoro, ma al contempo si innalza il proprio metro di paragone, un po’ come nell’arte figurativa dove spesso è impossibile dare un giudizio sull’opera senza fare considerazioni sull’autore.

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It’s a long way to the top (parte 1)

Two Worlds è una vera merda. Eppure non lo posso lasciare incompiuto, considerando il fatto che sarebbe il mio 14imo gioco al 100%.
Bottino di ieri? un misero achievement; 9 su 41, ne mancano solo più 32, e visto il gioco, è come continuare a bere tequila anche dopo averla vomitata.

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Ray Tweet

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