Neonfuck

il polo simile

Cammy di Street Fighter

Il mondo dei nerd e quello delle gnocche paurose sono destinati a percorrere strade un tempo impensabilmente comuni.

Una volta le belle ragazze mica perdevano tempo a travestirsi da personaggio di videogiochi, adesso invece come non mai è un’attività tra le più sexy. E’ Natale, ragazze di tutto il mondo, fate un regalo ai vostri boyfriends, travestitevi!

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Piccola apologia sui brutti giochi

Sono stato un po’ troppo brutale con Two Worlds, lo ammetto. Intendiamoci, questo non lo salva dalla definizione di “brutto gioco”, poichè inevitabilmente e inesorabilmente TW è un brutto gioco; legnoso e approssimativo nelle meccaniche, noiosissimo nella parte narrativa, vetusto e con qualche serio problema di programmazione sotto l’aspetto grafico (freeze frequenti, badclipping, compenetrazioni poligonali e mille altri difetti).

Sebbene però più in generale mi scopra brutalmente accanito contro tutti i giochi “brutti”  sto, per ragioni a me ignote, stranamente maturando un crescente bisogno di difendere tale bruttezza, quasi in un impeto di preservazione della stessa, di difesa del reietto. Come se dovessi salvare la faccia all’amico fragilino vittima del bulletto di turno.

Prendiamo ad esempio quell’osceno pantomimico… gioco? chiamato Dead or Alive Xtreme 2 per Xbox 360 o la sua versione aggiornata (ma non riveduta e corretta, anzi) per PSP Dead or Alive Paradise. Veri e propri insulti al level design, dove l’esperienza ludica si risolve in drammatici tentativi di soddisfare il proprio lato voyeuristico relegando al “vedere gnocche da paura in costume” tutta la soddisfazione di gioco. Eppure nelle sessioni pallavolistiche il semplice attacco-difesa per qualche strano motivo sembra far tornare i conti, nonostante tutto, ci si diverte. In quel frangente, ripetitivo e seccante, c’è sostanza per motivare una vincita, per giustificare una sessione di gioco. Lo scopo è puro clichè: se vinco posso vedere un maggior numero di donne nude. Lontano dal considerare il giocatore così banalmente primitivo, mi rendo conto però che nel caso di questi giochi Tecmo la leva è tendenzialmente quella del recupero delle nostre voluttà più basse, nel solleticare una perversione, nel vedere e non toccare. Il concetto, oltre ad avere una giapponesità innata, è anche frutto della sostanziale mancanza di videogiochi pornografici sul mercato mainstream-console che inconsciamente spinge il videogiocatore ad accontentarsi di molto poco. D’altronde la schiera di videogames che consentono una gestione libera e smaccatamente ambigua dei “costumi” spazia anche in titoli in cui non è necessaria ai fini del gameplay (Bayonetta, Fist of the North Star, praticamente tutti i picchiaduro à la Street Fighter, e tanti altri).

Come si fa a parlare di bruttezza guardando questa immagine?

Tornando a Two Worlds, giocandolo ho capito una cosa che mi era sfuggita a prima vista e che mi chiedo se sia un aspetto comunque da tener conto nell’analisi qualitativa di un titolo: l’emotività del programmatore. 3D Dot Game Heroes è forse il caso più commovente: un vero e proprio tributo non solo di genere (il vecchio modo di giocare gli RPG) ma anche più specifico a un titolo che ha fatto storia e scuola, e cioè Zelda. In Two Worlds c’è lo stesso attegiamento reverenziale, lo stesso desiderio di omaggio, nei confronti di un altro caposaldo del videogioco moderno che è la serie degli Elder Scrolls, in particolare di Oblivion. In questo senso il gioco acquista un’atmosfera diversa, più tenera, più infantile, si percepisce la voglia di fare meglio rispetto ad un indiscusso capolavoro, ma al contempo si innalza il proprio metro di paragone, un po’ come nell’arte figurativa dove spesso è impossibile dare un giudizio sull’opera senza fare considerazioni sull’autore.

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It’s a long way to the top (intro)

Chi mai potrà leggere una serie di post a cazzo di cane come questi? Spiego subito.

Chi avesse voglia di sfogliare all’indietro tra le cose che ho scritto (non troppe, suvvia…), intuirebbe una certa mia propensione al videogioco. D’altronde dopo aver tanto narrato di nerdismo e aver pubblicato in tempi non sospetti roba sulla musica ad 8-bit, che mi rimarrebbe da fare? Ovvio, parlare di Achievements!! :-)

Cosa sono gli Achievements? Riassumendo una fonte wiki, “è quel sistema che misura il numero di obiettivi accumulati da un utilizzatore di un account Xbox Live. Questi punteggi (in italiano chiamati “Obiettivi”) sono ottenuti vincendo determinate sfide, tipo battere un livello specifico o vincere contro giocatori collegati online”. Ogni videogioco si compri presenta un monte-obiettivi totale la cui detenzione è significativa per una ragione principalmente: il completismo. Un gioco non puoi dire di averlo finito veramente finchè non ne sblocchi tutti gli obiettivi.

Ed è proprio questa l’ossessione, la mania. Vincere partecipando a un gioco non significa nulla; completarlo è la vera soddisfazione, nel caso specifico è sbloccarlo al 100%, vincendo tutti gli obiettivi associati.

Entrano in gioco due fattori: il livello di difficoltà e la statistica. Il livello di difficoltà ottenibile non è più solo quello selezionabile a inizio partita, ma anche quello relativo al conseguimento del 100% degli obiettivi. Esistono giochi dal livello di difficolta in game relativamente basso che presentano difficoltà piuttosto elevate per l’ottenimento del 100% degli achievements (ad esempio, molti jrpg alla Final Fantasy sono piuttosto facili da giocare, ma il numero e la difficoltà degli obiettivi a volte è a dir poco frustrante), altri più facili o più difficili in entrambi gli aspetti parallelamente (come Ninja Gaiden II, difficile da giocare e altrettanto difficile da completare al 100%).  La statistica è l’inevitabile aspetto del “chi ce l’ha più lungo” conseguente; ovvero, colui che detiene il maggior numero di giochi vinti al 100% merita il massimo rispetto, tutti gli altri che arrancano o che peggio ancora se ne fregano dovrebbero sparire dallo scenario dell’hardcore gaming ;-)

Capito? Vera droga, puro sballo digitale.

Logo Achievement

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Se interessa

Sono tornato.

A parte che la nuova dashboard wordpress proprio non mi piace e hanno tolto l’unico widget, tasto, icona, chiamatelo come volete, che avesse una certa utilità e importanza: il tasto next. L’altro ieri è uscito Rock Band Beatles e oggi sono l’uomo più indeciso dell’universo: l’amore per la band di Liverpool è immenso, totale, ma se penso a come potrebbe essere il gioco, temo sia davvero TROPPO semplice per me. Meglio Guitar Hero 5?  I Clutch e i Soulsavers girano insistentemente sia sul winamp che sullo stereo di casa; sui primi nonostante la deriva sia un hard rock non stracolmo ma denso di clichè, è comunque un fottuto disco da godersi in toto, sui secondi basta la sola presenza di Mark Laneghan e Mike Patton a renderlo pura poesia, ascolto meditativo. Se dimenticate di fare scorta di caffè, è il momento di ricordarsi del bar sotto casa per far colazione e di rivalutare la zona in cui vivete, nonostante ieri sera tornando a casa abbia incontrato nell’ordine -tamarri che si rollano una canna, -tamarri più grandi che tirano pallonate in mezzo alla strada, -stranieri che dormono per terra (davanti alla questura, credo che fossero lì per accapparrarsi le prime posizioni il giorno dopo per i permessi di soggiorno, o qualcosa del genere…), -qualcuno ubriaco che manifesta chissà cosa a voce alta dal balcone della casa che fa angolo.

I più fastidiosi sono i primi; non c’è dignità in quelle teste di cazzo, le ho osservate bene. E non reggono l’alcool come si conviene.

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Radiohead – Paranoid Android 8 bit

Non capisco se sia sintomo di degradazione neuronale da invecchiamento o deformazione psicologica da veterano del videogaming, ma queste musichette molto 8 bit e molto anni 80 mi piacciono sempre di più; ve ne dovreste essere accorti qualche post fa con la serie di musiche tratte da Pictobit (che a loro volta traevano da soundtrack di famosissimi videogiochi come Zelda, o Super Mario), e ora più che mai con questo straordinario pezzo dei Radiohead, in rigoroso metronomico pulsare in 8 bit.

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Come aumentare le visite del proprio blog, sito o portale

L’annosa questione per chiunque abbia un proprio spazio web è una e semplice: incrementare le visite.
Blog, sito personale, spazio su myspace, forum o portale. Per non parlare delle ultime frontiere circa i social network come Facebook e Twitter. Il desiderio più grande per chiunque abbia qualcosa da mostrare in rete è quello di essere visto e notato da più persone possibili.

Se provate coi soli termini a sfondo “erotico” o usando il servizio Google Trends per scoprire le parole chiave più usate nei motori di ricerca, dubito otteniate gli stessi risultati di scrivere un articolo od un post che rechi nel titolo in maniera chiara e netta la dicitura “come aumentare le visite del proprio blog, sito o portale”. Qualche keywords tattica all’interno, due o tre nomi di alto riferimento come “Facebook” e “Google” e il gioco è fatto.

Io questo esperimento provo a farlo, vediamo che succede.

Ah! Qualcuno non creda più alla favola della qualità dei contenuti. A quasi un anno di allontanamento forzato dai blog e da internet in genere, scopro che l’ambiente si è riempito di politici, politicanti, associazioni tra le più varie e blog sulla televisione (!!). Quindi ritenetevi assolutmante in dovere di riempire il vostro blog, il vostro spazio web, di stronzate assurde come questo post! Evviva il web lo-fi 2.0!

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Oh cielo! Sono un nerd!

In via Ala di Stura, appena fuggito da un ingorgo di macchine e camion, finestrino abbassato, autoradio a volumi E-S-A-G-I-T-A-T-I. Beck canta “Soy un perdedor, Im a loser baby, so why don’t you kill me?” e io a squrciagola in preda a un karaoke forsennato, come lui: “soooooooo dont you break the dooooor, im a loser baby, so why dont you kill meeeeeee”, non proprio come lui, visto che scopro adesso, dopo anni di rassegnata ignavia nell’andarmi a leggere il testo originale , che è un po’ diverso. Bah! Mi accorgo di stare tamburellando il volante come Keith Moon sulle pelli e gli indici mi fanno un male cane. Sto suonando davvero in quel momento, ehi tu!, pedone!, applaudimi cazzo, non vedi come rullo di brutto qui? Leggi il seguito di questo post »

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Ray Tweet

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