Neonfuck

il polo simile

We live and dream about the future

Non avevo (quasi) nessun dubbio, “Collapse into Now” è una meraviglia.

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Zork I – Walkthrough


Se non siete mai riusciti a finire Zork I, l’avventura testuale di 20 (e più) anni fa, vi basterà ascoltare con attenzione questo brano, al più seguendo le lyrics pubblicate qui: http://5090.fawm.org/songs/4255/

L’idea è nata a questi due tipi per il 50/90 songwriting challenge, in cui i partecipanti sono invitati a scrivere e pubblicare 50 pezzi in 90 giorni. Geniale.

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Ventura musa ispiratrice

Mai stati simpatici, i Muse.

Da domenica rischiano di diventare i miei nuovi eroi però. Prendete la Ventura, quella che “non fa più x-factor ma mi piaceva di più quando c’era”, quella di Bettarini e Dolce & Gabbana e bla bla bla, quella insomma che, come già narratovi su queste pagine tempo fa, non conosce una mazza in materia di rock ma chissà per chè chissà per come, è spesso chiamata a discuterne (mentre gente come Gegè Telesforo non son durati il tempo di accorgersi di quanto bravo dovevi essere, per andare in tv, anche solo una decina di anni fa o poco più…). Prendete i Muse che con la precisa intenzione di burlare il bravo presentatore di turno, si scambiano i ruoli sul palco con conseguente convinzione, a fine performance, che l’intervista sia fatta al frontman di turno, mentre il cosiddetto batterista è importante citarlo perchè ha una casa in Italia ma non bella come quella di Clooney (e qui il trash impera impetuoso…), e non perchè in realtà si chiami Matthew Bellamy e sia il cantante e voce portante della band…

Ovviamente, c’è l’occhio che non perdona di YouTube ad avere fissato il tutto a imperitura memoria

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Se interessa

Sono tornato.

A parte che la nuova dashboard wordpress proprio non mi piace e hanno tolto l’unico widget, tasto, icona, chiamatelo come volete, che avesse una certa utilità e importanza: il tasto next. L’altro ieri è uscito Rock Band Beatles e oggi sono l’uomo più indeciso dell’universo: l’amore per la band di Liverpool è immenso, totale, ma se penso a come potrebbe essere il gioco, temo sia davvero TROPPO semplice per me. Meglio Guitar Hero 5?  I Clutch e i Soulsavers girano insistentemente sia sul winamp che sullo stereo di casa; sui primi nonostante la deriva sia un hard rock non stracolmo ma denso di clichè, è comunque un fottuto disco da godersi in toto, sui secondi basta la sola presenza di Mark Laneghan e Mike Patton a renderlo pura poesia, ascolto meditativo. Se dimenticate di fare scorta di caffè, è il momento di ricordarsi del bar sotto casa per far colazione e di rivalutare la zona in cui vivete, nonostante ieri sera tornando a casa abbia incontrato nell’ordine -tamarri che si rollano una canna, -tamarri più grandi che tirano pallonate in mezzo alla strada, -stranieri che dormono per terra (davanti alla questura, credo che fossero lì per accapparrarsi le prime posizioni il giorno dopo per i permessi di soggiorno, o qualcosa del genere…), -qualcuno ubriaco che manifesta chissà cosa a voce alta dal balcone della casa che fa angolo.

I più fastidiosi sono i primi; non c’è dignità in quelle teste di cazzo, le ho osservate bene. E non reggono l’alcool come si conviene.

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Radiohead – Paranoid Android 8 bit

Non capisco se sia sintomo di degradazione neuronale da invecchiamento o deformazione psicologica da veterano del videogaming, ma queste musichette molto 8 bit e molto anni 80 mi piacciono sempre di più; ve ne dovreste essere accorti qualche post fa con la serie di musiche tratte da Pictobit (che a loro volta traevano da soundtrack di famosissimi videogiochi come Zelda, o Super Mario), e ora più che mai con questo straordinario pezzo dei Radiohead, in rigoroso metronomico pulsare in 8 bit.

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Mai più fede

Tornano anche qui da noi, ieri al ROCK IN IDRO. Faith No More, Mike Patton e soci, tra i miei idoli più amati di sempre, in un giorno in cui verrebbe voglia di mandare davvero tutto a puttane e tutti a fanculo. Gli strani casi un cui nulla succede per caso e tutto è progetto precostruito; io prigioniero a causa di una perdita, e i nostri amati sul palco a pigliare tutti a mazzate e per il culo. Forse era proprio questo aspetto ad avermeli fatti amare, diversità per esigenza, senza alcuna idea preconfezionata. Ho teso ad elevare a maestri personaggi e situazioni, uomini e dei; ma poi è così difficile sottostare alle proprie idee, nella speranza di convincersi di poter somigliare anche solo in parte ad uno di loro.

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Stagioni

Questo è il primo giorno della nuova stagione, senza ombra di dubbio… Almeno qui a Torino


(Chris Cornell – Seasons)

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Terapie

Ok, ci siete dentro fino al collo. Non state bene, siete preoccupati e l’ansia vi divora. Avete un problema alla qui-houston-abbiamo-un-problema. And so… Siete individui che cercano un aiuto severo e duramente critico….

…oppure avete bisogno di un ausilio accomodante e consolatorio?

Che il rock faccia bene all’anima è una convinzione che ho da sempre, da quando quel giorno di Primavera di un non ben precisato anno sul finire degli ’80 cominciai a sperimentarlo su di me, scoprendo i classici, studiando il piano, saccheggiando la collezione di dischi dei miei, consumando le bobine dei nastri della Beatles Collection e infine recatomi poco più che bambino da Rock’n'Folk (uno storico negozio di dischi di Torino) e acquistando il mio primo vinile… credo si trattasse di questo.

Tornando ai video, per dirla tutta, spesso ho più bisogno di seguire il primo caso che il secondo, un po’ di martellamento deciso sulle pareti del cervello e di sfogare la rabbia o il dolore quando se ne presenta l’occasione. Se poi aggiungete la ragione per cui ogni tanto occorra ascoltare gli Slipknot come il cloruracolo insegna…

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Ray Tweet

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