Neonfuck

il polo simile

Archlinux su EeePC (parte 3)

Riprendiamo le redini della nostra chiacchierata circa l’installazione di Arch Linux sull’EeePC 701. Se avete seguito le precedenti guide, arrivati fin qua vi troverete con un sistema base bell’e pronto ma privi di qualsivoglia applicativo da usare. Da questo punto in avanti sarete liberi di scegliere di installare cosa più vi aggrada, quanto segue sono niente più che suggerimenti e/o consigli.

Gestire gli utenti e i gruppi. Creiamo innanzitutto l’utente principale, il vostro, per evitare di fare danni come “root”. Da terminale:

adduser

dopodichè aggiungiamolo ad una serie di “gruppi”. Per un po’ di cultura circa i gruppi vi rimando alle pagine ufficiali del wiki, sappiate che per fare determinate operazioni all’utente è richiesta l’appartenenza a determinati gruppi. Il comando “adduser” vi verrà abbastanza in aiuto, poichè è piuttosto automatizzato da una serie di defaults, non ultimo quella della creazione di una /home/nomeutente; per comodità vi riporto i gruppi ai quali appartiene il mio utente: audio, optical, storage, network, video e wheel.

Diventare “sudoer”. Il comando “sudo” è una delle invenzioni più geniali del secolo e certo consente una gestione molto snella e facilitata del sistema. Avendo creato il nostro utente possiamo fare in modo che esso appartenga anche ai cosiddetti “sudoers”, che cioè possa fare operazioni da superutente (root). Da root digitiamo:

pacman -S sudo

per installare i pacchetti necessari. Dopodichè, sempre come root, digitiamo

visudo

questo comando aprirà il file di configurazione  /etc/sudoers . Aggiungete

NOMEUTENTE     ALL=(ALL)  ALL

dove NOMEUTENTE è l’utente da voi creato. Occhio ai comandi di “vi”, se una volta all’interno dell’editor vi trovate spiazzati senza essere in grado di modificare alcunchè, datevi una lettura a questa guida. Salvate et voilà, ogniqualvolta avrete bisogno di fare operazioni come root, vi sarà sufficiente far precedere “sudo” al comando desiderato. Per provarne subito l’ebbrezza, possiamo fare un bel

sudo pacman -Syu

per aggiornare la distro in tutta serenità. Vi verrà chiesta la password dell’utente sudoer, mettete quella legata all’utente e siete a posto. Ah, piccola nota che si riaggancia al discorso dei gruppi: il vostro utente dovrà far parte del gruppo “wheel” per far si che sudo funzioni.

Server grafico e ambiente desktop. E qui si va profondamente sul personale. Le scelte possono essere molteplici, i desktop sono numerosi, tra Gnome, KDE, XFCF, Fluxbox e via discorrendo. Ma alcune considerazioni vanno fatte e molte di queste non saranno che dipendenti dalla vostra volontà innanzitutto e dal tipo di utilizzo che intendete fare del portatile. Non ultime quelle che sono mere considerazioni estetiche e di usabilità.

Di un fatto siamo certi; l’SSD dell’eeePC raggiunge i 4Gb di ampiezza, uno spazio decisamente ristretto. C’è l’espandibilità tramite SD, ma è sconsigliabile utilizzare quest’ultime per far girare software o peggio ancora un sistema operativo. Quindi occorre scegliere un ambiente non troppo pesante nè come richieste di spazio, nè come richieste hardware, e che si integri bene con lo schermo ridotto, che non abbia pesantume applicativo inutile e velleità grafico-pseudo artistitiche ciuccia RAM alla windowsvista.

Per farla breve, il mio consiglio spassionato è di buttarsi su KDEmod-legacy: la natura modulare derivata da KDE la rende la distro ideale per Arch Linux. Perchè non KDE4.x? Consideriamo una volta per tutte che è davvero ben lontana dall’essere stabile veramente, bello il progetto ma ancora su diversi punti un po’ da rifinire; ecco perchè consiglio i pacchetti legacy rodati e testati di kdemod3.

Installiamo innanzitutto server grafico e driver video.

sudo pacman -S xorg xf86-video-intel synaptics

il pacchetto synaptics serve alle funzionalità del touchpad. Il server grafico xorg, ha bisogno per funzionare di un file di configurazione in /etc/X11/ chiamato xorg.conf. Sul wiki ufficiale potete trovare lo xorg.conf più adatto all’eeePC. Copiate e incollatelo in un file di testo, dopodichè o lo depositate su qualche sito ftp di vostra conoscenza o vi appoggiate a qualche servizio di webhosting o lo copiate su chiavetta. Quello che ho fatto io è un metodo po’ naif, ma ha funzionato :)  Non disponendo di chiavette e avendo fretta di installare, e in più non avendo nessun server ftp da poter utilizzare, mi sono arrangiato col servizio No Paste, dove è possibile incollare qualsiasi tipo di testo e generare un link html diretto. Così facendo, con il comando “wget” da terminale in Arch andrete a scaricarvi il file messo in hosting, dopodichè lo modificherete con “nano” per pulirlo dal codice html avendo cura nel frattempo di modificare il layout di tastiera nella sezione apposita in questo modo:

Section “InputDevice”
Option “XkbLayout” “it”

dopodichè lo salverete in /etc/X11/xorg.conf e siamo a posto, tutto è (quasi) pronto per ospitare un desktop environment.

Per comodità e per non dimenticarsene dopo, ho installato a questo punto sia HAL e FAM, visto che ci serviranno per diversi scopi e saranno pacchetti richiesti da una moltitudine di applicativi. Per avere informazioni aggiuntive su questi software vi rimando ancora una volta al wiki ufficiale o ad una bella googleata. Una volta installati, ricordate di aggiornare /etc/rc.conf aggiungendoli alla lista dei demoni da caricare al boot (hal e fam)

Installiamo a questo punto il tanto agognato KDEmod. Come prima cosa aggiungiamo i repository necessari al file /etc/pacman.conf

[kdemod-legacy]
Server = http://kdemod.ath.cx/repo/legacy/i686

dopodichè aggiorniamo il sistema con il solito “sudo pacman -Syu”. Infine, installiamo il sistema base (a conti finiti dovrebbe occuparvi circa 1,5GB) con il comando

sudo pacman -S kdemod3

siccome non ricordo se nel gruppo di pacchetti appartenenti a “kdemod3” ci sono anche HAL e FAM, necessari per un funzionamento ottimale di ogni dekstop environment, installiamoli dando un semplice

sudo pacman -S hal fam

modifichiamo poi il file /etc/rc.conf e aggiungiamo i demoni hal, fam e kdm3 da caricare al boot (sezione DAEMONS). Per installare la localizzazione in italiano non dimentichiamo di installarla così:

pacman -S kdemod3-kde-i18n-it

Se tutto è andato per il verso giusto, a questo punto riavviamo il sistema e prepariamoci allo splendore grafico del tema di kdemod🙂

Wireless. Dopo tre parti di guide e un sacco di parole, ancora col cavetto ethernet non si può più andare in giro, quindi è il caso a questo punto di installare un gestore di network come si deve. Sul quale usare vi rimando alla sezione dedicata del wiki ufficiale. Nonostante abbia un pessimo rapporto con Wicd, mi sento ancora di poterlo consigliare per la facilità d’uso e la snellezza che lo contraddistingue. Scarichiamo e installiamo i pacchetti necessari, da terminale

sudo pacman -S wicd

incluse le eventuali dipendenze richieste. Aggiungiamo il demone “wicd” all’rc.conf, prima del demone “kdm3” e  se vogliamo che l’applicativo si avvii in automatico, copiamo lo script “wicd-client” nella ~/.kde/Autostart/. Prima di riavviare e provare (e finalmente staccare quel fastidioso cavo ethernet), ricordatevi che per funzionare wicd deve essere l’unico network manager attivo; nel solito rc.conf blacklistare gli eventuali demoni per la gestione delle reti (network, dhcdbd, networkmanager) e disattivare le interfacce ethernet che vorrete far gestire da wicd (sempre apponendo “!” al nome dell’interfaccia). Inoltre, aggiungete il vostro utente al gruppo “network” con il comando

sudo gpasswd -a USERNAME network

(dove USERNAME è il nome del vostro utente)

Signore e signori, il lavoro è finito. Da questo punto in avanti sarete voi a decidere come usare il piccolo Asus e cosa soprattutto installarci sopra. Spero di far seguire qualche altra guiduccia specifica su installazioni di software o su qualche impostazione particolare di sistema, come ad esempio l’utilissima cpufreqd per l’ottimizzazione di performance e consumo energetico. Buona archerata a tutti!

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